sabato 27 dicembre 2008

F&F Cosa fare in queste vacanze...

0 commenti


Iniziamo con lo scusarci per la prolungata assenza.
Natale è si una bellissima festa ma porta anche un sacco di impegni (regali, auguri, feste, cene, ecc... ci siamo capiti). Risultato di tutto ciò è il fatto che non siamo stati molto dietro al blog. Speriamo di poter rimediare.

Proprio per questo vogliamo consigliarvi una visita al presepe vivente di Casarano. Ne vale proprio la pena, credeteci (credete più a me che a Giulia che è di Casarano quindi per lei nulla di nuovo).
E' organizzato in modo eccezionale, con un percorso obbligato attraverso il centro storico (bellissimo) di Casarano. Verrete immersi in un'atmosfera fuori dal tempo, cristallizzata ad almeno due secoli fa. Avrete la possibilità di visitare diversi frantoi ipogei scavati nella pietra viva sotto le case e magnificamente rivalutati, alcuni adattati a museo, altri a presepe. Vedrete all'opera maniscalchi, falegnami, tessitrici, simpatiche signore che fanno la pasta fresca (vedi foto) e altri mestieri che, a nostro avviso con un pò di tristezza, stanno scomparendo e che si rischia di non conoscere. Se sentite freddo, in una delle tante case in cui entrerete seguendo il percorso, vi verrà offerto dell'ottimo vino caldo in cambio di un'offerta simbolica. Vale davvero la pena andarci, anche per le pittule che potete acquistare all'uscita per soli 2.50 €.


Se poi volete continuare a girare per il paese, vi suggeriamo di andare al Museo del Minatore dove il sig. Lucio Parrotto vi racconterà la vita di un minatore nella tristemente famosa miniera di Marcinelle (io sono rimasto rapito dai racconti del sig. Parrotto). E' qualcosa da fare davero, per conoscere quella che è la storia vera, della gente del Salento, che pur di lavorare dopo la guerra partiva per un lavoro che scoprirete sotto un'altra luce.

Se poi per caso vi dovesse venir fame vi ricordiamo che a Casarano c'è l'ottimo ristorante Oste Pazzo a quattro passi dal museo o dal presepe.

mercoledì 10 dicembre 2008

F&F Dove mangiare. La Ficarigna.

0 commenti

Siete mai stati a Specchia? No!? Peccato, vale davvero la pena andarci. Vi diamo due buoni motivi per visitarla. Il primo è il centro storico meravigliosamente restaurato. Il secondo è il ristorante “La Ficarigna” (per chi non è pratico vuol dire il fico d'india, che in dialetto viene femminilizzato in la fica d'india o la ficarigna).

Siamo capitati a in uno dei nostri giri alla ricerca di ristoranti carini dove mangiare. Ci avevano parlato di questo ristorante e volevamo andare a vedere.

Il locale si trova un po' fuori il centro, ma trovarlo non è difficile (se avete un navigatore, noi non l'abbiamo). Come dio ha voluto, dopo aver chiesto indicazioni alla vecchia maniera (e con un po' di fortuna vista l'ora tarda), arriviamo e ci fanno accomodare (erano le 22:20 e nel dubbio avevamo telefonato per sapere se ci facevano mangiare, molto cortesemente ci hanno detto di si...).

Ci accomodiamo e diamo una scorsa al menù ricco di antipasti sia di terra che di mare, primi e secondi e di una cantina ben fornita e varia. Ordiniamo un antipasto misto terra e mare, una bottiglia di Cantalupi negroamaro Conti Zecca e un primo, specialità Ficarigna (per uno, non avevamo molta fame).

L'antipasto era proprio come piace a noi, con tanti vassoi. Particolarmente buono.


La Specialità Ficarigna è stata una sorpresa. E' una forma di Grana tagliata a metà, fatta flambare con del cognac, poi viene raschiato via il formaggio fuso, dentro a cui versano delle linguine saltate con crema alla salvia.

Credeteci, resterete a bocca aperta mentre ve la preparano davanti agli occhi (e poi il cameriere è bravis

simo). E' un piatto spettacolare al quadrato, non solo bello da veder fare ma anche buonissimo.


Eravamo pieni già così e quindi non abbiamo ordinato il dolce.

Il conto è stato ottimo come tutta la cena.

Insomma, andate a Specchia e visiterete un comune bellissimo, in più, dopo aver girato magari a piedi, andate a mangiare alla Ficarigna (e magari dite che vi mandiamo noi...).



La Ficarigna. via Grazia Deledda 2, Specchia (Le)

tel. 0833 535398 - 329 0676858


martedì 9 dicembre 2008

F&F ...incucina. Come arrangiarsi 2.

0 commenti

Vi ricordate il post su come arrangiarsi in cucina? E' una cosa che a noi capita abbastanza spesso. Quindi oggi vi proponiamo una ricetta “arrangiata” (ma molto buona, come al solito). In linea di massima dovete solo aprire il frigo e vedere cosa avete a disposizione, poi aggiungerci un po' di fantasia. Noi abbiamo usato: - mezza cipolla, - una confezione di salmone affumicato, - delle rape bollite avanzate, - una carota, - olio q.b. .

Per una questione di tempo (stavo rischiando di bruciare tutto...) vi consigliamo di preparare tutti gli ingredienti prima di mettervi a cucinare. Tritate la mezza cipolla e la carota. Tagliate grossolanamente le rape e tagliate a quadratini il salmone.

Versate un po' di olio in una padella antiaderente, quando sarà abbastanza caldo versateci la cipolla e la carota. Fate soffriggere un po' e aggiungeteci le rape e il salmone e fate cuocere il tutto (n.b. il salmone deve diventare pallido), poi potete spegnere il fuoco aspettando la cottura della pasta.

Scolate la pasta al dente (noi abbiamo usato pasta corta ma decidete voi quale vi piace di più) e versatela nella padella del condimento. Accendete il fuoco, datele una bella mescolata e servite.

Vi avvisiamo che il condimento è un po' salato per via del salmone quindi potete modificare la ricetta aggiungendoci dell'acqua nella preparazione o del vino. Oppure provate a incorporare il tutto con della panna da cucina.

Buon appetito.

lunedì 8 dicembre 2008

F&F

0 commenti
Ci scusiamo con tutti voi. Non stiamo pubblicando molti post nell'ultimo periodo. Abbiamo un pò di cose da fare, esami e lavoro e cose simili.
Vi promettiamo che presto ritorneremo a pieno regime con nuove ricette e consigli nel nostro stile.......per aiutarvi a godere dei piaceri della vita senza essere miliardari....
F&F

domenica 7 dicembre 2008

F&F Dove bere. Gaf 2

0 commenti
Vi ricordate il post sul Gaf di Gallipoli? Bene. Giusto ieri noi ci siamo riandati, e come al solito non siamo rimasti affatto delusi. Anzi piacevolmente sorpresi perché, oltre ai superbi cocktail che ci sono stati serviti (vi consigliamo un cocktail con fragole e grey goose che ha preso Giulia), ci è stato detto che c'era anche della frutta esotica, lichis per l'esattezza (per chi non sa cosa siano abbiamo messo la foto). Ottimi, credeteci sulla parola, tant'è vero che li abbiamo ripetuti. Ottima anche la presentazione della mia Grey Goose in ghiaccio (guardate la foto giù). I proprietari ci hanno detto che continueranno a prenderli.
Quindi vi ripetiamo che se siete a Gallipoli e volete bere
un buon cocktail (e gustare anche della frutta esotica) il Gaf fa al caso vostro.

martedì 25 novembre 2008

F&F ...in cucina. Risotto alla birra.

0 commenti
Come promesso ieri vi proponiamo il nostro ultimo esperimento in cucina. Un ottimo risotto alla birra.
Per due persone vi servono:
- 200 gr di riso per risotti, - una bottiglia di birra (vi diremo quale), - un litro di brodo di pollo (va bene anche di dado), - una salsiccia (o come diciamo nel Salento, nu fungiucculu de sardizza), - 20 gr di parmigiano grattugiato (o di fontina, se lo volete più saporito).
Spendiamo due righe per la birra. Non prendete una birra qualsiasi (non facciamo nomi che è meglio). Orientate la vostra scelta su una birra di quelle torbide tanto per intenderci, quelle birre un po' più corpose e più aromatiche. Così il vostro risotto sarà molto ma molto più buono. Considerate che se scegliete la fontina per mantecare potete anche usare una birra comune, visto il maggior sapore che darà il formaggio. Sta a voi decidere.
Anche la salsiccia non va presa aromatizzata, ad esempio al limone o cose simili.
Cominciamo.
Spellate il “fungiucculu” di salsiccia (noi ne abbiamo usato solo uno ma potete usarne due o più a seconda della grandezza) e tagliuzzatelo con coltello e forchetta in modo da ridurlo in piccoli pezzetti. Fatelo cuocere in padella antiaderente a fuoco vivace senza nessun tipo di condimento o fondo di cottura. Una volta cotto mettetelo da parte.
In una pentola abbastanza grande fate tostare il riso. Attenti a non tostarlo troppo, toccatelo di tanto in tanto. Quando è abbastanza caldo versateci metà della birra e mescolate. Quando sarà evaporata incorporate la salsiccia e portate il riso a cottura unendo il brodo bollente un mestolo alla volta.
N.B. Per i neofiti di cucina, versate solo un mestolo di brodo e mescolate. Quando il brodo sarà evaporato aggiungete un altro mestolo e ripetete. Assaggiate il riso per non scuocerlo.
Quando il riso sarà cotto versate il rimanente della birra e fatelo evaporare.
Mantecate col parmigiano grattugiato e lasciate riposare il tutto per un minuto circa, poi servite.
Buon appetito.

lunedì 24 novembre 2008

F&F Scusateci.

0 commenti
Iniziamo con lo scusarci per la prolungata assenza. Oltre a problemi di ordine tecnico (tipo fulmini che bruciano i modem) abbiamo entrambi avuto degli impegni. Io ho ripreso a fare le regate e gli allenamenti e Giulia, visto che si avvicina Natale, è stata impegnata con addobbi e vetrine per il negozio.
Vi promettiamo di rimediare subito con una nuova ricetta di F&F ...in cucina al più presto (speriamo già domani).

giovedì 13 novembre 2008

F&F ...in cucina. Come arrangiarsi (parte 2)

0 commenti
Riprendiamo da dove avevamo interrotto l'altro post.
Siamo arrivati a Torre Pali tardi, non avevamo fatto spesa di nulla e ci siamo dovuti accontentare di quello che avevamo a disposizione (che non era molto ma comunque sufficiente a scatenare la nostra fantasia in cucina): ricotta, noci, spaghetti, tonno, aglio, olio, cracker, pomodori, del salame piccante. Anche se l'occasione meritava qualcosa di speciale (siamo soliti fare il sushi o mangiare ostriche crude) ci siamo arrangiati, ma comunque con stile e fantasia, come sempre.

Giulia, per chi non ci conoscesse la mia fidanzata, ha preparato una salsina per i cracker. Ha usato due scatolette di tonno, uno spicchio di aglio e dei pomodori. Ha pestato il tonno con la forchetta, ci ha aggiunto l'aglio tritato finemente e i pomodori tagliati molto piccoli, ha aggiunto un po' di olio e sale. I pomodori che avanzavano li ha tagliati a metà e li ha riempiti con la salsina e decorati con un pezzetto di salame. Fantastici davvero.


Io mi dovevo dedicare alla pasta. Avendo a disposizione solo ricotta e noci, mi sono inventato una specie di pesto. Ho pulito le noci e le ho tritate grossolanamente. Ho aggiunto la ricotta e ho impastato il tutto con la forchetta, aggiungendo un po' di olio per rendere il tutto più omogeneo e un pizzico di sale. Una volta cotti gli spaghetti ho semplicemente aggiunto il pesto. Giulia dice che erano veramente buoni, e io mi fido.

Tutto qui. Nulla di eccezionale ovviamente però ci sembra una buona idea per arrangiarsi senza rinunciare al gusto, come sempre senza spendere una cifra....

lunedì 10 novembre 2008

F&F ...in cucina. Come arrangiarsi (parte 1)

0 commenti


Immaginatevi la scena più romantica che ci sia. Il mare, la luna, un tavolo per due e una candela. Vorreste essere in questa scena vero?! Questa è proprio la cornice in cui noi, due inguaribili romantici, abbiamo festeggiato una ricorrenza importante, 9 mesi di fidanzamento. Volevamo fare qualcosa di speciale e avendo la fortuna di avere una casa proprio sul mare (ma proprio sul mare eh...), sabato sera abbiamo raccolto le poche cose che ci servivano e siamo andati a Torre Pali, piccolo "borgo di pescatori" vicino a S.Maria di Leuca.
Non avendo programmato la cosa non sapevamo cosa cenare, anche perchè non andavamo in quella casa da un pò di tempo. Abbiamo tentato la fortuna...almeno per quanto riguarda la cena.
Volete sapere cosa è successo dopo (ovviamente riguardo la cena, per il resto non ci vuole certo Einstein per capire....)....?
Ve lo diremo la prossima puntata.

F&F Dove mangiare.

0 commenti

Continuiamo le nostre esplorazioni culinarie nel Salento. Oggi vi parliamo di un ristorante-norcineria che si trova a Racale, l' Acchiatura.
Ammettiamo che no è stato acile trovarlo perchè è situato in un antico palazzo del centro storico, ma vi assicuriamo che anche se, come noi, vi perdete dentro Racale vale la pena impegnarsi per trovarlo.
L' Acchiatura è un posto un po' fuori dal tempo. Varcate la soglia e vi ritroverete in un' ambiente che sembra essersi cristallizzato nel passato. Il ristorante è infatti ricavato all'interno di un antico palazzo ottimamente restaurato. Non è facile descrivere con le parole la bellezza delle sale, e di una in particolare, dove noi abbiamo cenato. Ai più curiosi suggeriamo di cliccare il link de L'Acchiatura.
Ci accomodiamo ad un tavolo e subito ci vengono servite delle pittule con cui passare il tempo mentre scorriamo un menù pieno di ricette della tradizione Salentina. Pietanze di cui magari avete solo sentito parlare qui sono realtà magnificamente riproposte. Optiamo per una carrellata di antipasti all'acchiatura e due secondi: pezzetti di cavallo (un must) e una zuppa di verdure con dei pezzi di maiale (purtroppo il nome ci sfugge e ce ne scusiamo). L'antipasto è abbondante, molto vario. Parmigiana di melanzane, funghetti ripieni, polpette al sugo sono solo alcuni dei piatti che vi verranno portati e sono tutti ottimi. Per non parlare dei secondi. Sia nei pezzetti che nella zuppa di verdure con il maiale non fare la scarpetta col pane dovrebbe essere punito con pena capitale, secondo noi.
Il servizio è ottimo, veloce ed educato. Non si aspetta mai molto tra un piatto e l'altro.
Per chi, come noi, vuole concedersi una pausa sigaretta ci sono due giardini interni molto belli dove poter dare sfogo al proprio vizio.
Il conto è più che giusto per la quantità e la qualità che vi viene offerta. Tra l'altro l' Acchiatura è segnalato sulla Guida Michelin, e pensiamo basta solo questo valido motivo per andarci.

venerdì 31 ottobre 2008

F&F Dove bere.

0 commenti
Noi non stiamo mai fermi. Ci piace girare per il Salento e scoprire posti, locali, ristoranti sempre nuovi. O riscoprirli. Proprio ieri sera eravamo a Gallipoli a fare “un giro”. Abbiamo accusato quella sensazione di “avere la gola secca” e stavamo pensando in quale locale andare a dissetarci (ovviamente con qualcosa di alcolico). Ci siamo diretti verso il Gaf, locale che ad entrambi piace moltissimo, dove non capitavamo da un po' di tempo. Si trova vicino alla Fontana Greca proprio davanti al porticciolo del Canneto, una delle zone più suggestive di Gallipoli.
Entriamo e andiamo a sederci ad un tavolo sul soppalco che occupa tutta la larghezza del locale. L'arredamento è decisamente minimal, molto bello, dove il colore bianco delle pareti va in contrasto con il nero e rosso dell'arredamento. Il risultato finale è fantastico (ma ripetiamo che a noi piace molto il locale).
Se avete voglia di qualcosa da bere che magari non trovate altrove, il Gaf è il posto giusto per voi. La scelta di alcolici, cocktail, grappe, rum ecc.. è vastissima. Segnaliamo la presenza nel menù di due tipi di vodka che non è facile trovare in molti locali: Grey Goose e Belvedere (se non le avete mai provate fatelo e vi consigliamo di berle lisce o con ghiaccio e basta). I prezzi sono ok, molto ok.
Ordiniamo un Black Russian e un cocktail alla frutta "secondo la fantasia del barman", entrambi poi molto buoni (soprattutto il secondo). Il tutto per soli 10€, non è una cosa che capita ovunque.
Parlando con uno dei proprietari veniamo a scoprire che il Gaf quest'anno è il locale preserata del
Première, discoteca alle porte di Gallipoli (per chi sta cercando qualcosa da fare stasera, diamo questa idea niente male, Gaf - Première).
Insomma un locale che accontenta sia chi vuole passare una serata in due e magari poi passeggiare per Gallipoli Vecchia, sia che vuole bere qualcosa prima di andare in disco. Sempre però con classe ed eleganza.

martedì 28 ottobre 2008

F&F ...in cucina. Ma quante focaccie facciamo.....

5 commenti
Salve a tutti. Ci scusiamo per non aver pubblicato post per quasi una settimana ma eravamo impegnati a sperimentare nuove idee. Rimediamo subito.
Quello che vi proponiamo oggi è una ricetta eccezionale. Non sappiamo se si è capito ma siamo amanti delle focacce. Nella fattispecie si tratta di una focaccia con i broccoli.
Vi servono:
- una confezione di broccoli surgelati (meglio se freschi, come al solito),
- una cipolla,
- dello speck,
- 500 gr di farina, ½ bicchiere d'acqua e olio d'oliva per il solito impasto
- 3 uova,
- pan grattato (o parmigiano grattugiato),
- sale e pepe.
Avete tutto? Ottimo, cominciamo allora.


Preparate l'impasto come descritto negli altri post (in quello sul rotolo di formaggi).
Scongelate i broccoli. Tritate la cipolla. In una padella antiaderente mettete dell'olio, la cipolla tritata e i broccoli e fateli soffriggere. A cottura quasi ultimata aggiungete delle listarelle di speck (regolatevi voi per la quantità). Una volta cotto il tutto mettetelo da parte a raffreddare.


Preparate il “collante” con tre uova e il pane grattato. Rompete le uova e sbattetele aggiungendo poco pan grattato alla volta (anche qui regolatevi da soli per la quantità). Se volete ci potete anche mettere del parmigiano grattugiato. Una volta montato il tutto salate e pepate.


Stendete l'intero impasto in una teglia oliata. Versateci dentro i broccoli che nel frattempo si saranno raffreddati. Aggiungete il “collante”. A questo punto, se volete, potete guarnire la vostra focaccia con delle fette di formaggio da mettere sopra, o delle fette di speck o quello che più vi piace.


Infornate a 160 gradi per 20 minuti (più o meno).
Fateci sapere poi....

mercoledì 22 ottobre 2008

F&F ...in cucina. Un'altra idea, una focaccia.

0 commenti
Oggi vi proponiamo una nuova idea in cucina. Una focaccia con spinaci e pollo. La preparazione è semplice e, come al nostro solito, il risultato è (più che) garantito.
Vi servono:
- degli spinaci surgelati (vanno bene anche freschi ma dovrete lessarli),
- 2 petti di pollo (o del pollo che magari vi è avanzato)
- una cipolla
- 500 gr di farina, ½ bicchiere di acqua e olio d'oliva per l'impasto
- del pecorino (meglio del formaggio ricotta Salentino)
Per prima cosa tritate la cipolla. Mettetela in una padella con gli spinaci e dell'olio e fate insaporire il tutto (o come diciamo qui nel Salento 'nfucate).
Fate cuocere il petto di pollo (vale anche per il pollo, magari lesso, che vi è avanzato) su una piastra preferibilmente o in una padella antiaderente con poco olio.
A questo punto tagliate il pollo finemente e versatelo in una coppa insieme agli spinaci. Mescolate.
Preparate l'impasto con la farina, l'olio e l'acqua come descritto nel post “...nuovo esperimento culinario” sul rotolo ai formaggi. Una volta finito di impastare (vi ricordiamo che se non siete tipi da mani piene di farina e quant'altro ci sono in commercio gli impasti pronti...) tagliate in due parti non uguali (questo perché la parte maggiore va sotto e deve aderire alla teglia) la palla di pasta e stendete le due parti.
In una teglia oliata adagiate una delle due parti facendo attenzione a far aderire i bordi. Riempite con gli spinaci e il pollo che avrete mescolato e stendete il ripieno in modo uniforme. Grattugiateci sopra un po' di formaggio ricotta o pecorino o il formaggio che più vi aggrada. Coprite il tutto con l'altra parte di impasto che avete steso e fate aderire quest'ultimo a quello di sotto.
Infornate a 160 gradi per più o meno 30 minuti....e buon appetito.

lunedì 20 ottobre 2008

F&F Dove mangiare (...bere in questo caso).

0 commenti



Oggi non parliamo di ristoranti, osterie o cucina. Parliamo di quello che magari si può fare dopo aver consumato un' ottima cena a casa o in qualche posto, magari di quelli che vi abbiamo consigliato noi. Parliamo dei locali dove si può “tirare tardi”, dove si può bere un buon cocktail after dinner e fare quattro chiacchiere, o dove semplicemente fare tappa prima della discoteca.
Molti di questi locali si trovano a Lecce, lo sappiamo tutti. Come sappiamo tutti che sono sempre quelli i posti di ritrovo, magari semplicemente perchè le persone sono restie a muoversi.
Oggi vi parleremo di un locale davvero molto bello che si trova a Casarano (proprio vicino ad “Oste Pazzo”). Per dirvi la verità ci è piaciuto moltissimo anche il nome, Caffè Cortes.
Dicevamo che è un locale davvero bello, e continuiamo a dirlo. Si trova all'interno di quella che anticamente era una corte di un palazzo antico, per la precisione Corte Roma (infatti il locale si sviluppa nel piano terra), e che oggi si affaccia su una strada del centro di Casarano. La parte occupata dal locale è costellata i tavolini coperti da ombrelloni (ottimi posti per i fumatori più incalliti).
Il Cortes all'interno è semplice ed elegante. Pareti bianche con lampade di design, divani (davvero comodi) di pelle rossa e una “chicca”, il pavimento. Quando entrate camminate su una vetrata con “chianche” a vista che si raccorda con un pavimento nero, state attenti perchè vi sembrerà di inciampare (ci siamo capitati più di una volta...).
L'assortimento di alcolici è di prim'ordine, e i cocktail sono davvero ben fatti, anche quelli che inventiamo noi sul momento, cosa che non capita spesso (e il personale non ci guarda nemmeno strano...).
Alla voce “si vabbè, ma quanto costa un cocktail”, rispondiamo che costa davvero il giusto, se considerate anche la qualità che vi viene offerta, e che non trovate dappertutto (oggi davvero in pochi posti ma ci asteniamo dallo scriverli).

venerdì 17 ottobre 2008

F&F Dove mangiare.

0 commenti
Vi ricordate il post su “Oste Pazzo”? Quella sera non eravamo arrivati in tempo al cinema? Bene. Ieri sera al cinema Italia di Gallipoli ci siamo arrivati con largo anticipo (a scanso di imprevisti...). Volevamo vedere “Mamma mia”. Siamo letteralmente scappati dalla sala dopo 30 minuti (mamma mia secondo noi lo dici dopo che lo vedi, e in tono non proprio entusiasta).

Come al nostro solito abbiamo ripiegato sulla ricerca di un locale dove concludere la serata (e dove tentare di consolarci dopo la cocente delusione cinematografica). Senza fare nemmeno 100 metri troviamo un ristorante-enoteca proprio vicino al cinema. Lo conoscevamo come “Doc”, ma adesso si chiama “La cucina di Giò”. Volevamo solo un dolce e un po' di vino (i nostri esperimenti in cucina a lungo andare chiedono il conto alla linea, anche se l'attività fisica certo non manca...). La cantina del locale è a vista sulla strada e si può entrare anche da lì (secondo voi da dove potevamo entrare noi!?). Nulla da dire sull'assortimento enologico, decisamente di rilievo. Proseguiamo all'interno dove una ragazza molto gentile ci fa accomodare ad un tavolo. Ordiniamo due tortini al cioccolato caldo e due calici di Madrigale.

Mentre aspettiamo le nostre ordinazioni ci guardiamo intorno. Il locale è molto bello. Ci sono delle botti che fungono da tavolini. Anche i tavoli sono molto belli da vedere con le tovaglie a contrasto. In generale l'ambiente è molto ricercato e c'è una piacevole luce soffusa che non dispiace affatto.
Arrivano i tortini e il vino. La presentazione del tortino non ha parole, in un piatto romboidale con letto di cioccolato, fragola, e il gelato in un angolo, ma lasciamo parlare le immagini. Per quanto riguarda il gusto avete presente l'espressione “mi ci sarei fatto il bagno dentro per quant'era buono”? Non pensiamo che ci siamo parole più adatte (peccato che le cose così buone finiscono sempre subito...). Niente da dire su un vino che si presenta già da solo. Ci stava piacendo stare lì. Avremmo preso un altro tortino, la tentazione era forte. Abbiamo preferito andare via, facendo un favore alla linea, non al palato.
Insomma, se anche a voi capita di andare al cinema a Gallipoli e il film non vi piace, uscite dall'Italia, girate a destra e dopo i portici vi ritroverete “
La cucina di Giò”. Passerete una serata molto piacevole e, come ci proponiamo noi, non spenderete cifre assurde.

martedì 14 ottobre 2008

F&F ...in cucina - Nuovo esperimento culinario.

0 commenti


Avete in frigo dei formaggi che magari non vi vanno più? Se non volete mangiarli e non li volete buttare (non conviene oggi come oggi, se non sei un miliardario…) potete cimentarvi in cucina, come abbiamo fatto noi giusto ieri, facendo un rotolo, o un fagotto, ai formaggi con noci (chiamiamolo così perché non abbiamo ancora scelto il nome). Non richiederà molto tempo e nemmeno molto impegno e il risultato è garantito (sembra lo slogan di una televendita…). Cominciamo?

Impastate 500gr di farina con ½ bicchiere di olio d’oliva (oppure procuratevi della sfoglia pronta per focacce se non vi va di sporcarvi, anche se è meno divertente che farla). Durante l’impasto aggiungete dell’acqua per amalgamare tutto alla perfezione, non esagerate però. Stendete l’impasto e adagiatelo in una teglia oliata.

Adesso prendete i formaggi. Non fa differenza se sono morbidi, duri, cremosi. Potete mette tutto quello che volete secondo i gusti. Magari anche della bresaola o dello speck, fate voi. Riempite il centro della focaccia facendo attenzione a non esagerare, lasciate un po’ di spazio ai bordi in modo che le due estremità si possano chiudere al centro. Pulite un po’ di noci e sbriciolatele sul ripieno prima di chiudere il rotolo (o il fagotto).
Infornate a 140/160 gradi per più o meno 20 minuti (in forno ventilato).

Tirate fuori e fate raffreddare un po’ prima di gustare (fidatevi, uno di noi due ha la lingua ancora bruciata).

Se proprio volete divertirvi, provate a fare lo stesso impasto e riempitelo con stracchino e salmone affumicato. Come di regola il risultato è garantito.
Parola di F&F.

mercoledì 8 ottobre 2008

F&F ...in cucina - Come faccio la spigola oggi?

0 commenti
Avete voglia di spigola ma sieta stanchi dei soliti modi di cucinarla?
"Al sale" è notoriamente la morte sua, come comunemente si dice. Ma, almeno per la nostra esperienza su questo metodo di preparazione, o il pesce rimane poco cotto per paura di bruciarlo, oppure è troppo cotto e secco.
Questa ricetta (la chiamiamo spigola alla frisa&fichi?) provata da noi è dedicata a chi non ha molto tempo per star dietro alla cottura del pesce.
Vi servono: -una spigola, -un limone, -sale grosso, -pepe, -olio, -vino bianco, -2 figlie di basilico, - capperi.
Pulite la spigola, o fatevela pulire (c'è chi si sente male pulendo il pesce, ndr). Adagiatela in una teglia da forno. Tagliate il limone a rondelle. Mettete 2 fette di limone e le 2 foglie di basilico nella pancia della spigola. Il resto del limone poggiatelo su tutto il corpo fino a ricoprirlo. Cospargete il pesce con una manciata di sale grosso e dei capperi. Pepate e oliate il tutto. Versate del vino bianco in modo da ricoprire tutto il fondo della teglia e infornate per 20-30 minuti a temperatura medio alta (resta il fatto che una sbirciatina di tanto in tanto va data...).
Le carni resteranno tenerissime e il gusto sarà eccezionale.

lunedì 6 ottobre 2008

F&F Dove mangiare

0 commenti
Vi è mai capitato di voler andare al cinema e di non arrivare in tempo per il film a causa dell'incompetenza al volante di molta gente (a noi è capitato giusto ieri)? A quel punto che si fa? Si ripiega sul cerare un ristorante dove poter almeno cenare, cercando di alleviare il malumore con il cibo.
E' così che ieri sera, girovagando per Casarano (con lo stomaco che chiedeva giustizia un po' per fame, un po' per nervosismo), abbiamo seguito delle indicazioni che dicevano “Oste pazzo” (e menomale che le abbiamo seguite). Siamo arrivati così in una stradina del bellissimo centro storico di Casarano dove si trova appunto questa osteria (come recita l'insegna sulla porta) “Oste pazzo”. Entriamo. Essendo solo in due di solito non abbiamo problemi a trovare posto, infatti, in meno di 3 minuti ci siamo accomodati ad un tavolo.
L'Oste pazzo è un bellissimo locale. E' ricavato in un palazzo antico, con muri e le volte a stella a vista. L' atmosfera è accogliente. E, cosa non meno importante (almeno per noi che abbiamo questo vizziaccio), ha un bel giardino interno dove si può fumare.
Passando al menù, che dire, notevole davvero. Ti stimola proprio la fame. C'è un' ampia scelta di carni in tutti i modi possibili. E, cosa che non avevamo mai visto prima, c'è una selezione di carni “insolite” (non vi spaventate). Antilope, bufalo americano, che non avevamo mai letto su nessun' altro menù prima d'ora. Molto ben fornita la cantina con vini anche importanti, non solo Salentini. Se siete indecisi sul vino o se volete provare qualcosa di nuovo, seguite i consigli del personale molto preparato e non sbaglierete di sicuro. A noi, ad esempio, ci è stato consigliato un eccezionale Torcicoda della cantina Tormaresca (come si suol dire, per quanto ci è piaciuto, la bottiglia forse era bucata).
Abbiamo ordinato un antipasto alla oste pazzo, con un sacco di piattini (come piace a noi) e delle polpette di verdure. Poi un secondo. Pignata di salsiccia con funghi porcini e pollo alle mandorle (ad essere sinceri non ci ricordiamo bene se c'era scritto proprio così... non ce ne vogliate male).
Beh, allora, ci credete se vi diciamo che ci siamo quasi commossi per la bontà sia del pollo sia della salsiccia (non prendeteci in giro, siamo sensibili)? Le portate non sono solo buone ma anche belle da vedere (forse per questo che sull'insegna c'è scritto arte e culinaria). Se non ci credete guardate la foto con la “scarpetta” (ci sembrava un po' più delicato farla con la forchetta...). La farete di certo anche voi.
Abbiamo chiuso al secondo perchè eravamo davvero sazi. Il tutto per una cifra ottima come la cucina che abbiamo gustato.
Insomma, eccezionale.
E poi, immaginate se il film che volevamo vedere era brutto......

domenica 5 ottobre 2008

F&F ...qualcosa di personale.

0 commenti
La mangia anche l'ormai famosissimo dottor Sapanizza, la "freseddhra 'ncapunita cu la cepuddhra". E come dargli torto.
I turisti che vengono da noi se ne innamorano (e se non lo fanno, permetteteci, nu capiscenu nienzi).
Noi spediamo carichi mensili (nel vero senso del termine) ad un cugino di Roma che non vive più senza.
La frisella è qualcosa che noi paragoneremmo a una vivanda divina, ad un dono del cielo, una manna.
Sarà anche perchè, spesso (ma non più di tanto...) non ci va di cucinare, è la cosa che ci fa sopravvivere, un pò come ha fatto per secoli per moltissime persone della nostra terra, essendo un alimento considerato "povero".
Tra l'altro si presta, a nostro avviso, alle più originali sperimetazioni culinarie. Perchè fermarsi alla canonica frisella col pomodoro, olio e origano? Perchè non provarla col tonno, con la bresaola, nell'insalata, con la Philadelphia, con la Simmental, con formaggio ricotta e rughetta, con la cipolla (dopo però è vivamente cosigliato evitare di uscire di casa),o con qualunque altra cosa ci vada?
Per non parlare della frisella mangiata in barca e bagnata nell'acqua di mare, così, anche senza condimenti. Ma volete mettere????
Proprio con riferimento al mare. Soffrite di mal di mare? Qual'è il problema? Vi assicuriamo (e se ve lo diciamo fidatevi, visto che a mare ci andiamo 12mesi l'anno) che non esistono medicinali che fermino quel tumulto nello stomaco come la frisella. Provare per credere.
Insomma la frisella serve per tutto, è una panacea. Ti riempie lo stomaco quando hai fame e non ti fa nemmeno ingrassare (provato personalmente), ti fa passare il mal di mare, e se hai ospiti di fuori ti fa fare una bella figura sia a cena che a pranzo, garantito.
Si potrebbe intavolare una discussione tra chi la preferisce di grano (o de ranu) e chi di orzo. Ma nessuno ne uscirebbe vincitore, tranne lei, la frisella.
E voi come la preferite?

giovedì 18 settembre 2008

F&F Consigli - Cucina & sesso

0 commenti
Vi siete mai chiesti come mai tutte le circostanze più interessanti, che si tratti di appuntamenti di lavoro, incontri fra parenti o rapporti amorosi vengano sempre vissuti a tavola?
Probabilmente perché rappresentano dei piaceri intensi, appaganti e naturali? Ragioniamoci un secondo; gli uomini adorano il calcio, le donne lo shopping, gli uomini le auto, le donne i centri benessere...., a ben vedere uno dei pochi piaceri in comune è dato dalla tavola (oddio, anche da altro in verità...).

Ma quali sono le differenze tra l'uomo e la donna? Le donne, si sa, sono più sensibili quindi tendono a sentirne maggiormente il legame, come se per loro l'intimità e quindi la sessualità dovesse seguire una tabella di marcia; non può esserci eccitazione se prima non vengono risvegliati i desideri sopiti... appunto, con il cibo. Gli uomini invece? La stragrande maggioranza utilizza i fornelli solo per coccolare la propria partner (e magari ci riesce pure...). Questo vuol dire che per accendere un legame di coppia sia necessario chiudersi fra le mura di una cucina deliziosamente avvolti da un grembiulino?

A quanto ci viene consigliato dalla scienza basta solo scegliere gli alimenti più adatti che risveglino in entrambi l'eccitazione, quindi se mangiare bene fa bene all’amore, è possibile aumentare ulteriormente "l’efficacia" del pasto scegliendo determinati alimenti.

Ecco alcuni alimenti consigliati da scienziati, statistiche e sessuologi:

- si alla cioccolata in quanto contiene sostanze benefiche ed eccitanti, ma attenzione perché e sempre stata considerata un sostituto del sesso,
- si al vino, riesce a far calare le inibizioni, ma attenzione perché se assunto in dosi eccessive diminuisce le prestazioni maschili (...praticamente la serata finisce con lui che russa e lei che aspetta...),

- si al peperoncino ma in dosi ridotte in quanto contiene una sostanza desensibilizzante,

- si alla birra ma in quantità molto ridotte (lo sapevate che un tempo veniva utilizzata per placare i bollori maschili? Si rischia la scena di cui sopra.),

- si al fegato ma attenzione, non è ancora conosciuta la reale stimolazione erotica (se la lei o il sono particolarmente brutti ce ne vorrà tanto),

- si al mais ma attenzione perché contiene una sostanza inibitrice della sessualità.

Questi, in breve, gli alimenti che, se utilizzati in doti ridottissime, potrebbero arricchire la nostra vita sessuale.

Eccone invece altri che se ingeriti in enormi quantità potrebbero davvero migliorare la nostra vita sessuale:

- prezzemolo,

- basilico,

- rosmarino,

- menta,

- rucola,

- salvia,

- sedano,

- zafferano,

- vaniglia,

- rafano,

- zenzero,

- tartufo,

- caviale.
(Avete notato che non ce n'è nemmeno uno che vi farebbe ingrassare?)

Detto questo per chiunque non potesse permettersi (come noi) una meravigliosa cena a base di tartufo e caviale (però raramente si fa mancare ostriche e champagne), proponiamo due piatti che di sicuro potrebbero risvegliare i vostri più segreti ed inesplorati istinti sessuali...

Ravioli al pesto di erbe aromatiche e sorbetto alla menta.
Per i ravioli al pesto di erbe aromatiche,
- 5 rametti di basilico,
- 2 rametti di prezzemolo,
- 2 rametti di rosmarino,
- 1 fogliolina di salvia,
- 3 pezzi di sedano,
- 1 pezzetto di aglio.

Lavate ed asciugate molto bene tutte le erbette. Pulite l'aglio e mettetelo in padella con un filo d'olio. Sbollentate per qualche minuto i pezzi di sedano. Mettere tutte le erbette in un frullatore ad immersione fino a quando non diventeranno cremose. Prendete la vostra crema e scottatela in padella per 2 minuti. Dopo aver scolato la pasta versateci sopra le erbe aromatiche.

Per il sorbetto alla menta,
- 1 mazzo di menta appena colta,
- 150 g. di zucchero,
- acqua,
- limone,
- un albume.
In un recipiente metteteci acqua e zucchero e portate il tutto ad ebollizione per permettere a quest'ultimo di sciogliersi. Dopo aver spento la fiamma metteteci le foglioline di menta ben lavate. Fate riposare per un'ora. Nel frattempo montate l'albume a neve e lavate il limone. Dopo aver filtrato la vostra menta metteteci il succo di un limone e l'albume montato a neve. Inserite il vostro sorbetto in coppe da gelato e tenetelo in freezer per un'ora circa. Se preferite, prima di servirlo potete ripassare il vostro dessert nel frullatore per renderlo molto più gustoso....

Bon Appétit.

martedì 16 settembre 2008

F&F ...in cucina - Sushi fai da te...sul serio.

3 commenti


Vi avevamo promesso un post dedicato al sushi, ed eccolo qua.
Cominciamo col dire che non è difficile come si crede o come qualcuno vi dirà (lasciate perdere chi vi dice che è una cosa troppo difficile), basta un po' di sana applicazione (come in tutte le cose del resto). Non è “caro”, perché con 20 euro dovreste comprare tutto quello che vi serve (tranne i coltelli). E poi è divertentissimo da preparare. Andiamo a cominciare.


Vi serve prima di tutto del riso. Ora, non scervellatevi su quale riso comprare, il “Roma” va benissimo. Meglio però se riuscite a trovare il riso giapponese però. Comunque i chicchi devono essere piccoli e rotondi.
Se volete fare il futomaki o il hosomaki avrete bisogno dei fogli di alga nori (si acquistano nei negozi di alimenti etnici di solito). Ah, e non dimenticate uno stuoino di bamboo.
Avrete bisogno del principale invitato alla cena, un pesce molto fresco. Si, ma quale pesce scegliere? Per i novizi consigliamo il salmone, il tonno o i gamberi (i primi due sono più grandi e facili da tagliare, i gamberi vanno puliti e basta. N.b. il tonno va "trattato" da voi prima di poterlo mangiare). Per chi invece ha già una certa dimestichezza anche un'orata va benissimo (ha un sapore molto delicato).
Gli attrezzi del mestiere sono: lo stuoino di bamboo, un coltello molto, ma molto affilato e un po' di manualità.


Fase 1-Cottura del riso.


E' la parte più noiosa della preparazione. (N.B. Il sushi, almeno per quanto ci riguarda, sazia abbastanza velocemente, quindi non esagerate col riso; ad esempio 200gr per 2 persone sono più che sufficienti).
Mettete il riso in una coppa e lavatelo sotto l'acqua corrente finché l'acqua non risulta pulita, in modo da eliminare l'amido. Mettete il riso in pentola con molta acqua e fatelo riposare per 40-50 minuti. Vedrete che il riso si sarà gonfiato e sarà bianco.
Mettetelo in pentola e aggiungete l'acqua (l'acqua che metterete sarà il peso del riso più 20% - es. 1kg di riso per 1200ml di acqua). Cuocete a fuoco alto, tenendo la pentola coperta, finché l'acqua non sarà evaporata. Adesso fatelo riposare per 15-20 minuti sempre coperto.
A questo punto sciogliete dello zucchero (10gr) in un po' di aceto (35-30ml).
Mettete il riso in un contenitore ampio tipo una coppa da insalata, versateci l'aceto e zucchero e mescolate delicatamente un po'. Coprite con un panno in modo che il riso non si secchi (N.B. Deve avere una consistenza collosa altrimenti quando lo lavorerete con le mani si sfalderà).


Fase 2 -Tagliare il pesce.


Il pesce deve essere freschissimo (per chi, come noi, vive vicino al mare è una cosa abbastanza facile. Piccoli consigli: quando lo comprate controllate le branchie, rosse, e l'occhio, non opaco). Sorvoliamo sulla pulitura del pesce (che riguarda l'orata, difficilmente il tonno e il salmone che si vendono in tranci di solito, e poi io quando lo pulisco mi sento male, non ridete...). Dovreste avere dei tranci ben definiti, preferibilmente rettangolari. Con un coltello molto affilato (in commercio ci sono dei set d coltelli per sushi che sono una figata assurda) tagliate il trancio di pesce in diagonale facendo delle fette molto sottili, che serviranno per il nigiri sushi. Per il futomaki e l' hosomaki tagliate delle strisce di uguale dimensione, più o un cm per un cm. Non è complicato, molto del lavoro lo fa il coltello che, se davvero affilato, taglierà il pesce come burro.


Fase 3 -Preparare il sushi vero e proprio



Per il nigiri sushi fate delle palline con il riso grandi quanto il palmo della mano, schiacciatele leggermente e metteteci sopra una fetta di pesce.
Per il futomaki e l'hosomaki la storia è bel diversa.
Stendete un foglio di alga nori sullo stuoino di bamboo (una delle estremità dell'alga deve coincidere col l'estremità dello stuoino). Metteteci sopra il riso e spalmatelo con un cucchiaio per la larghezza dell'alga e per 2/3 della lunghezza, lasciando libere le due estremità dell'alga. Al centro dello strato di riso mettete 1 o 2 strisce di pesce e se volete anche della carota tagliata sottile o del sedano. Bagnatevi le mani e inumidite le estremità dell'alga. Arrotolate l'alga aiutandovi con lo stuoino, facendo attenzione a non far muovere il ripieno (se all'inizio non ci riuscirete non preoccupatevi, noi ci abbiamo messo del tempo prima di riuscire a fare un rotolo accettabile). Ottenuto il rotolo tagliatelo a fette di 2-3 cm.
N.B. La differenza tra futomaki e hosomaki è il diametro del rotolo, quindi sta a voi scegliere.


Fase 4 -La ricompensa.


Adesso potete gustarvi il frutto del vostro lavoro e, probabilmente, della vostra pazienza. Ricordatevi di mettere al centro del piatto dove metterete il sushi una ciotola con salsa di soia per intingerlo. Potete anche comprare del wasabi se ne avete voglia, e scioglierlo nella salsa di soia.
Sperando di avervi aiutati vi auguriamo buon appetito.
Se volete consigli o delucidazioni non esitate a chiedere, vi risponderemo appena possibile. Grazie.

lunedì 15 settembre 2008

F&F ...in cucina - Sushi fai da te

2 commenti
A brave un post dedicato agli audaci che, come noi, vogliono dilettarsi nella difficile arte del sushi. Potete già farvi un'idea guardando le foto, e se una vocina vi dice "ma chi me lo fa fare, lo vado a mangiare al ristorante giapponese." beh, sappiate che è più economico di quanto possiate credere, e anche molto divertente. Provare per credere.....

F&F Dove mangiare

0 commenti





In questo periodo di crisi capita spesso che, se ti va di andare a mangiare fuori, ci pensi più di due volte e alla fine magari finisci per startene a casa e ordinare una pizza (o farti, anzi come si dice da noi, "ggiustarti" una frisella). Perchè magari il posto dove vorresti andare è troppo lontano e la benzina costa, o perchè non sai dove andare e se scegli un posto a caso magari ti salassano.
Sono pensieri credo ricorrenti in molti di noi.
Con questa, chiamiamola così, rubrica ci proponiamo di dare delle dritte su ristoranti, pizzerie, osterie, trattorie, ecc... da noi provate. Ovviamente scriveremo solo di quelle che ci sono piaciute, sia chiaro.
Il ristorante-enoteca "Li Frizzuli" di Aradeo ci sembra un ottimo punto di partenza, anche perchè abbiamo ancora ben'impressi nella memoria i sapori e i profumi provati giusto ieri. Facilissimo da trovare (ci si arriva dalla circonvallazione seguendo per il centro), ha una cantina ottimamente rifornita (c'è davvero un'ampia scelta sia di vini che di dopo-pasto). La cucina, come recita l'insegna, è "tra tradizione e innovazione", e vi assicuriamo che non c'è assolutamente da storcere il naso. Chi non teme di provare gusti e abbinamenti nuovi non si troverà di certo deluso, e chi è più "tradizionalista" sarà di certo soddisfatto ugualmente. Dalla presentazione dei piatti agli ingredienti è un susseguirsi di piacere visivo, olfattivo, ma soprattutto gustativo.
Lasciatevi pure guidare dai consigli che vi vengono offerti dal personale molto preparato e vi assicuriamo che non resterete delusi. Infatti ieri abbiamo gustato un giro di diversi antipasti sia di mare che di terra, presentati benissimo nel piatto, una ottima bottiglia di rosso del Salento e un dolce (vi assicuriamo paradisiaco)con porto finale. Il tutto per un costo assolutamente nella media, e anche sotto se consideriamo la qualità.
Per i più curiosi www.lifrizzuli.it